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Deraglia ancora il tram

Ci stiamo abituando sempre più spesso ad attendere invano l'arrivo del metro-bus

Si allarga l'inchiesta che il pubblico ministero Paolo Luca ha aperto sul deragliamento del tram avvenuto il pomeriggio del 5 maggio in piazzale della stazione. Il convoglio è nuovamente uscito dai binari: nei prossimi giorni probabilmente il magistrato convocherà l'assessore alla Mobilità, Ivo Rossi, che in occasione del terzo deragliamento ha fatto dichiarazioni pesanti, anche sul presunto sabotaggio che portò al deragliamento dell'11 ottobre scorso.
Intanto,anche il pomeriggio del 12 luglio i vigili urbani sono dovuti intervenire in corso Vittorio Emanuele, vicino a Santa Croce, dove il convoglio ha speronato un'auto che era stata parcheggiata male da un automobilista handicappato.
Troppi problemi affliggono il nuovo mezzo ed intanto i cittadini rimangono sempre scettici sul suo avvenire.

«Il Consorzio Mantegna e il signor Lohr ci devono fornire una spiegazione». Tuona Ivo Rossi, assessore alla Mobilità, a dir poco preoccupato per i continui problemi che sta avendo il metro-bus.
Sono ormai tre i deragliamenti subiti dal metrobus e bisogna assolutamente evitare che ve ne siano altri. Intanto anche venerdi 13 alle 17,30, i vigili urbani sono dovuti intervenire in corso Vittorio Emanuele dove il convoglio ha speronato un'auto parcheggiata male. Nulla di serio ma ancora ritardi nelle corse e disagi per la circolazione cittadina. Ma questo e tutti gli altri problemi sono troppi per l'assessore alla viabilità.

Rossi incontrerà i rappresentanti del Consorzio Mantegna e l'ingegner Robert Lohr, gran patron dell'azienda di Strasburgo, venerdì prossimo a Palazzo Moroni. Ed è prevedibile che il colloquio sarà tutt'altro che amichevole. Nel frattempo, il metrobus continua a circolare non senza qualche apprensione da parte dell'amministrazione comunale e degli stessi utenti. La situazione è inaccettabile perchè al problema tecnico, si assomma quello di una corretta comunicazione. «Sul metrobus - continua Rossi - si è sempre pensato con due teste: quella del costruttore civile e quella di chi ha realizzato il veicolo. Si sono messi insieme perchè l'uno non può fare senza l'altro, ma è come se parlassero due lingue diverse. Per noi invece la situazione è chiarissima: il Comune ha firmato un contratto con il Consorzio Mantegna e sta valutando la possibilità di revocare il "global service"».

E l'Aps? Ha forse responsabilità? «Gestisce solo il servizio, si occupa esclusivamente del trasporto dei passeggeri» taglia corto l'assessore.

Palazzo Moroni punta un dito contro il Consorzio; un altro contro la Lohr. «È interesse di quella società garantire che tutto funzioni bene - sottolinea implacabile Rossi - Visto che l'azienda francese ha grandi ambizioni in giro per il mondo, deve fare in modo che il prototipo padovano non crei ulteriori problemi».

Quello dell'assessore è un vero e proprio sfogo. Le telefonate effettuate nelle ultime ore gli avrebbero infatti confermato la grande confusione che regna in materia. «Purtroppo - dice - stiamo pagando le conseguenze di una gara d'appalto, voluta dalla precedente amministrazione, che è nata decisamente male».

Che fare? Indipendentemente dalle singole responsabilità, tutti devono rimboccarsi le maniche. Il concetto è chiaro: il metrobus ormai c'è, non si può tornare indietro, vanno adottati rimedi efficaci. L'unica strada da percorrere è che il Consorzio si doti di veri ingegneri ferroviari. Ciò significa guardare alle esperienze di altre città, come Milano, Roma e Torino. In parole povere, Padova dovrà costruirsi in casa le proprie professionalità. «Perchè il vero problema - conclude il rappresentante di Palazzo Moroni - è l'affidabilità dell'interlocutore. Incidenti come questi non devono accadere».